Slow Food, condotta di Rovigo

Terra Madre in Polesine

Il vitigno Turchetta, da tradizione a futuro

La varietà chiamata Turchetta è stata recuperata in provincia di Rovigo.

Ad opera Cosmo e collaboratori, nel IV volume dei “Vitigni ad uva da vino”, pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura nel 1965 troviamo una descrizione ampelografica della varietà “Turca” coltivata in provincia di Belluno, dove si specifica che “niente ha a che vedere con la varietà Turchetta un tempo sporadicamente coltivata nel Polesine, nel Veronese ed in altre province del Veneto”. E per le sue interessanti caratteristiche Cosmo nel 1949, scrive che la Turchetta rappresenta il 5% delle uve coltivate nella provincia di Rovigo e la inserisce nella lista delle “varietà che meritano di essere diffuse ed incoraggiate”.

Montanari e Ceccarelli (1950) la ricordano come componente dei vini rossi del rovigotto ed asseriscono che “il vitigno, di non secondaria importanza, è indigeno del Polesine”. E ceppi di Turchetta ancora si trovano saltuariamente nei vecchi filari o nei vecchi vigneti del Polesine.

Il Turchetta è un vitigno che si adatta bene ai terreni argillosi di pianura, tipici della sua tradizionale area di coltivazione, purché ben drenati. E’ un vitigno molto rustico, poco sensibile alla peronospora ed alle altre crittogame; l’uva non è soggetta a marciume.
(liberamente tratto da S.Cancellier e altri: Quattro nuovi vigneti per la viticoltura veneta).

articolo Il vitigno Turchetta risorge a Bellombra, il Gazzettino 06.08.2010

No comments yet

Sorry, the comment form is closed at this time.