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L’Università Iuav di Venezia ospite dell’Ortodidattico di Renato Maggiolo

Docenti universitari, ricercatori e imprenditori agricoli hanno discusso del ruolo degli agricoltori nella produzione di paesaggio.

giovedì 21 ottobre 2021

L’Università Iuav di Venezia, nel ciclo di “Dialoghi con gli agricoltori, produttori di paesaggio” a cura dei docenti Matelda Reho e Filippo Magni, ha scelto come seconda tappa l’Ortodidattico il profumo della freschezza di Renato Maggiolo a Lusia.

L’iniziativa, nata all’interno dell’Osservatorio per il Paesaggio della Regione Veneto, ha come obiettivo la sensibilizzazione e responsabilizzazione nella crescita di una cultura del paesaggio.

Sono intervenuti: Davide Viaggi (docente dell’università di Bologna), Matteo Zavalloni (Ricercatore dell’Università di Bologna), Maria Elena Menconi (Università degli studi di Perugia), Renato Maggiolo.

Sono stati toccati temi molto attuali relativi alle innovazioni dei contratti collettivi con cui gli agricoltori possono operare nella produzione di beni pubblici. In particolare, Davide Viaggi ha portato l’attenzione sul progetto H2020 CONSOLE attraverso il quale si stanno studiando:

  • contratti che prevedono prescrizioni ambientali legate all’affitto;

  • contratti che prevedono pagamenti a risultato delle misure ambientali;

  • contratti ad implementazione collettiva per evitare, come succede nella nuova PAC, che vengano privilegiati contributi per agricoltori che agiscono singolarmente;

  • contratti di filiera grazie anche al crescente interesse del consumatore-cittadino per i beni ambientali ottenuti grazie alle misure di finanziamento agli agricoltori.

Lo studio ha l’obiettivo di formare un quadro di riferimento per orientare le decisioni su queste forme contrattuali attraverso:

  • l’analisi di esperienze già realizzate per selezionare le lezioni da apprendere;

  • la valutazione dell’accettazione delle nuove forme contrattuali da parte degli agricoltori;

  • la valutazione delle performance economiche, sociali e ambientali;

  • l’accessibilità e la rappresentazione dei dati ottenuti.

Ha proseguito sul tema Matteo Zavalloni (Ricercatore dell’Università di Bologna) con un focus sugli strumenti collettivi per la salvaguardia e creazione di aree protette all’interno della nuova PAC, criticandone il target al quale sono rivolte le misure ambientali. È infatti importante considerare le misure come rivolte a operare sull’intero paesaggio e non sulla singola azienda perché la biodiversità dipende dall’intero sistema e non dalla singola particella.

Sono poi stati presentati alcuni esempi di contratti collettivi stipulati tra gruppi di agricoltori in Olanda, Alsazia ed Emilia Romagna, portando alla luce criticità e potenzialità di ognuno di essi, osservando come vi sia la necessità per i progetti di stabilire fin dall’inizio obiettivi chiari per evitare un maggiore costo di partecipazione da parte delle aziende agricole.

Ulteriore lettura sul tema è stata data da Maria Elena Menconi (Università degli studi di Perugia) presentando il tentativo della Regione Umbria di formare un atlante dei contatti di fiume per metterli a sistema. L’iniziativa partita dal basso ha richiesto un grosso sforzo alle comunità insediate nel territorio in termini di ripensamento non più nell’ottica della singola azienda ma riconoscendosi parte di un unico contesto territoriale.

Il caso preso in esame è stato analizzato mettendo in chiaro le varie fasi del processo previsto e per ognuna di esse sono state segnalate le problematiche riscontrate. In particolare:

  • nella ricerca dei valori e punti deboli del territorio c’è stata mancanza di comprensione per atteggiamento degli imprenditori agricoli che danno per scontata la conoscenza del territorio

  • il processo lento richiesto per la creazione delle mappe di comunità non si sposa con le tempistiche previste

  • poco coinvolgimento della comunità locale nel processo conoscitivo

  • le mappe di comunità sono state create per comunanza agraria invece che per creare senso di comunità

  • nella fase di creazione delle graduatorie per le priorità sono state perse molte delle richieste fatte all’interno dei 50 progetti presentati, denunciando così una scarsa trasparenza

Al termine della presentazione sono state poi fornite delle possibili linee guida per la buona riuscita di un’operazione di contratto collettivo:

  • definire territorio ben preciso;

  • definire obiettivi e fare un quadro chiaro delle risorse previste nella fase di progettazione. La buona realizzazione del percorso progettuale aprirà poi strade per altri fondi;

  • cercare di raggiungere soluzioni condivise e iniziare questo percorso sapendo di dover condividere responsabilità e suddividere i compiti;

  • agricoltori devono disabituarsi ad approccio assistenzialista come succede nel PSR, questo perché non è un approccio attraverso il quale si sviluppa collaborazione;

  • creare visione condivisa per evitare che gli agricoltori, non appena vedono che i fondi sono pochi si arrendano, mentre investendo nel proprio tempo si possono avere rendimenti riguardanti i servizi ecosistemici e turismo.

Al termine delle presentazioni di professori e ricercatori, la giornata si è conclusa con la visita dell’orto didattico guidata da Renato Maggiolo in cui gli ospiti hanno potuto apprezzare i sistemi agroambientali adottati nella splendida realtà di Lusia.

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